Uffici. Interni arredi oggettiTempo di lettura: 1 minuto

Se vogliamo capire il mondo del lavoro, analizzare lo spazio in cui svolgiamo le nostre mansioni può esserci molto d’aiuto. Le scelte di design, infatti, non sono mai neutre, e nel caso degli uffici riflettono quasi direttamente la concezione di lavoro che ha chi comanda. 

Il libro “Uffici – Interni arredi oggetti” dalla professoressa Imma Forino del Politecnico di Milano è un manuale utilissimo in questa esplorazione: non è, infatti, un semplice volume di storia del design d’interni ma un’analisi interdisciplinare – tra arte, sociologia, letteratura ed economia –  dell’universo degli uffici dalle sue origini fino alla contemporaneità.

In queste schede riprendiamo solo alcuni dei passaggi più interessanti di un volume ricco e  utile sia per chi è appassionato di architettura e design sia per chi voglia comprendere come l’ufficio abbia un impatto sulla sua vita lavorativa. Ad esempio l’open office, che ci viene presentato come uno spazio democratico e collaborativo, ha origini assai diverse: serviva, infatti, ai capi per controllare con una sola occhiata il maggior numero possibile di lavoratori. Capi che, per il resto del tempo, si godevano la privacy nei loro spazi chiusi e decorati con materiali ricchi dal legno di quercia alle sedute in pelle.

Qualche settimana fa abbiamo intervistato Imma Forino per parlare di come il design degli uffici rifletta le diseguaglianze ma anche come possa contribuire al benessere dei lavoratori: trovate qui sotto l’intervista integrale dal nostro canale YouTube.

Una raccomandazione finale: se questo tipo di analisi vi ha incuriosito, due anni fa, sempre con Einaudi, Imma Forino ha pubblicato anche un altro volume che si chiama “La cucina: Storia culturale di un luogo domestico”.

Con simile spirito critico, questo libro analizza le dinamiche di potere (fortemente legate ai generi) nell’ambiente domestico focalizzandosi in particolare sull’evoluzione delle cucine.

Sapete ormai quanto crediamo sia importante parlare di lavoro di cura quindi sicuramente torneremo a parlare anche di quest’altro saggio.

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